domenica 14 febbraio 2010

Mostra Il Gatto all'Orologio




Il Gatto all'Orologio
info:
Associazione Studio L’Orologio Guelfo
vicolo Sforza Cesarini 3
Rome, Italy
17-27 febbraio 2010 dal giovedì, venerdì e sabato dalle 16,30 alle 19
gratis

Ora:mercoledì 17 febbraio 2010 16.30.00
Mostra di pittura con gli artisti Andreazza, Avelli, Aziz Karim, Barutti, Bonaccorsi, Paola Benelli, Bottoni,Tiziana Di Bartolomeo, d’Ayala Valva, Capriotti, Minette, Monaldi, Luisa Passeri, StefaniaSanti, Talucci, Tinto, Trojano, Verzulli.

FESTIVAL ARTE CONTEMPORANEA A FAENZA

FESTIVAL ARTE CONTEMPORANEA A FAENZA
A Faenza dal 21 al 23 maggio sarà presentata la terza edizione del Festival Arte Contemporanea dal titolo Opere/Works. La presentazione dell’evento sabato 30 gennaio, nell’ambito di Arte Fiera a Bologna ha visto la partecipazione dei membri della direzione scientifica del Festival, Angela Vettese e Pier Luigi Sacco; di Silvia Evangelisti, direttrice artistica di Arte Fiera e del vice direttore de il Resto del Carlino, Pier Luigi Masini. Il Festival di Faenza rappresenta una risposta ad un momento di forte crisi culturale spiega Pier Luigi Sacco, riqualificare il rapporto estetico tra l’opera e il fruitore è uno degli obiettivi di questa terza edizione. Si vuole riscoprire il valore autentico dal rapporto con l’opera in un momento di crisi della dimensione economica dell’arte. Questo è il Festival dell’opera e quindi, del pensiero. "Tornare all’opera significa rileggere, riattivare, riproporre la lettura dell’opera”(Carlos Basualdo). Questa terza edizione sarà infatti, incentrata sull’opera e sul suo valore creativo e comunicativo. Angela Vettese sostiene l’idea di un Festival che vuole parlare di arte, che fa riflettere sul ruolo dell’arte contemporanea, sul suo “pensare il presente”. “Non si vogliono dare giudizi di merito sulla qualità delle opere” spiega la Vettese, “Opere sarà un viaggio attorno allo statuto dell’opera d’arte, attraverso i modi in cui è stata affrontata e guardata nel corso della storia, ma anche un invito a tornare alla conoscenza e all’idea di competenza”. Tra i protagonisti:Alberto Boatto, Achille Bonito Oliva, Germano Celant, Irene Calderoni, Nora Alter,..


“TUTTI A FAENZA DOVE LA CRITICA FINALMENTE PENSA” (Achille Bonito Oliva).



ANTONELLA COLANINNO
Pubblicato da IL SITO DELL' ARTE

ROMA SESSANTA a cura di Luca Beatrice

martedì 9 febbraio 2010
ROMA SESSANTA a cura di Luca Beatrice
Alessandria e provincia, sedi varie
Anteprima per la stampa: Giovedì 18 Marzo 2010 ore 11.00
Inaugurazione: Venerdì 19 Marzo 2010 ore 17.30

Aprirà al pubblico il prossimo sabato 20 marzo 2010 la mostra Roma Sessanta, particolare progetto espositivo dedicato all’esplorazione del decennio passato alla storia come l’epoca d’oro dal secondo dopoguerra a oggi. Sono gli anni del boom economico, della vitalità, del benessere, dell’ottimismo, che trasformano profondamente lo stile di vita degli italiani. Questo momento, tanto ricco di suggestioni e fascino, trova il suo fulcro nella Roma della “Dolce Vita” il cui spirito è immortalato nel film di Federico Fellini che proprio nel 2010 celebra il suo cinquantesimo anniversario.
La mostra si propone di raccontare questo periodo attraverso i lavori e le storie degli artisti ma anche dei luoghi, dei personaggi e dei simboli che lo hanno reso indimenticabile.

Roma Sessanta, a cura di Luca Beatrice, è promossa da Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, e realizzata con il contributo di Provincia di Alessandria, Camera di Commercio di Alessandria, Città di Alessandria e in collaborazione con Città di Acqui Terme, Città di Casale Monferrato, Città di Novi Ligure, Città di Ovada, Città di Tortona, Città di Valenza.

La retrospettiva si articola come un percorso interdisciplinare diviso in otto diverse sedi espositive, dislocate nel territorio di Alessandria e provincia.
Palazzi storici e luoghi di particolare pregio tra Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona, Valenza, Ovada e Acqui Terme ospitano i diversi capitoli di un unico racconto sui favolosi anni Sessanta, ricostruiti attraverso dipinti, musica, fotografie, video, sequenze di film, disegni.

Dalle opere di Mario Schifano ai décollage di Mimmo Rotella, dalle tele di grandi maestri della pittura come Giorgio de Chirico e Renato Guttuso alle sculture di Mario Ceroli e Giuseppe Uncini e ai lavori di Renato Mambor, dalla “pop art romana” di Franco Angeli e Tano Festa ai bozzetti per la pubblicità di Pino Pascali, dagli abiti delle Sorelle Fontana ai disegni di Federico Fellini, dai video realizzati al Piper, alle pubblicità di Carosello, dai rari filmati di Pier Paolo Pasolini alle fotografie inedite scattate da celebri paparazzi come Tazio Secchiaroli.


La mostra
Il percorso espositivo parte da Alessandria, Palazzo del Monferrato, dove nella sezione Maledetti: Angeli, Festa e Schifano si raccontano le vite e le carriere travagliate degli artisti della scuola di Piazza del Popolo.
Attorno ai tavolini del Caffè Rosati e presso la Galleria La Tartaruga si incontravano Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano: artisti eccentrici, estremi, ribelli e per questo “Maledetti” nella vita e nell’arte. Sono loro che daranno vita alla “Beat Generation” italiana.
Ancora a Alessandria, Palazzo Cuttica, sono esposte nella sezione intitolata La persistenza del classico. De Chirico e Guttuso le opere dei due grandi maestri del Novecento.

A Casale Monferrato, Palazzo Sannazzaro, La strada. Omaggio a Mimmo Rotella presenta una selezione di opere del maestro del décollage realizzate negli anni Sessanta e dedicate al mondo del cinema.

A Novi Ligure, Museo dei Campionissimi, Piper Club: la sezione dedicata allo storico locale, simbolo di una intera generazione e di una cultura che trova espressione nella musica e nelle sfrenate notti della capitale.
Sarà presentata in questa sede un’ampia raccolta di materiali originali: manifesti, dischi, giornali e video che documentano le performance di Patty Pravo, Renato Zero, Loredana Bertè, Caterina Caselli, i Rokes, L’Equipe 84, Mal, i Primitives e tutti i personaggi che hanno animato le notti romane.
Il legame tra il celebre locale di via Tagliamento e la storia dell’arte italiana è profondo: non solo perché il Piper è frequentato dagli animatori culturali del momento ma anche per la presenza di opere esposte al suo interno. Claudio Cintoli ne realizza la scenografia, intitolata Il Giardino di Ursula, con fotografie e sculture. Mentre imperversa il Piper e la Beat Generation, a Roma cresce il movimento pop: Elisabetta Catalano, Mario Ceroli, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Francesco Lo Savio, Renato Mambor, Titina Maselli, Pino Pascali, Luca Patella, Mario Schifano (con il ciclo Tutte Stelle), Cesare Tacchi, Giuseppe Uncini sono tra i protagonisti di questa fantastica vicenda.

La Dolce Vita va in scena a Tortona, Palazzo Guidobono, dove vengono esposti i disegni realizzati da Federico Fellini, le locandine dei suoi film, gli scatti di Tazio Secchiaroli, principe dei “paparazzi”, figure simbolo del momento dei quali il Maestro traccia un indimenticabile ritratto nel suo celebre film, e gli abiti delle sorelle Fontana, simbolo della moda e del gusto del momento.

Torna il mito di Carosello a Valenza, Oratorio di San Bartolomeo, dove, nella sezione Pino Pascali e Il Carosello, sono esposti 131 disegni realizzati da Pino Pascali e il film documentario di Marco Giusti sull’artista.

A Ovada, Loggia di San Sebastiano: La terra vista dalla luna. Omaggio a Pier Paolo Pasolini. In mostra interviste inedite di Pier Paolo Pasolini, lavori di Fabio Mauri e Giulio Turcato, fotografie di Sandro Becchetti e scatti stampati per la prima volta di Tazio Secchiaroli realizzati sul set del film L’Accattone.

Infine, a Acqui Terme, Villa Ottolenghi è presentata la sezione Cinque scultori, dedicata interamente alla scultura nella quale sono presentate le opere di Nicola Carrino, Mario Ceroli, Eliseo Mattiacci, Gino Marotta, Giuseppe Uncini.

INCONTRI
Durante la mostra saranno organizzate serate-incontri con proiezioni di film tra i quali Quelli che hanno fatto la dolce vita (2009) di Gianfranco Mingozzi e ispirato ai racconti di Tullio Kezich (calendario ancora in via di definizione)

La mostra è corredata da un ampio catalogo a colori, a cura di Luca Beatrice, edito da Silvana Editoriale

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

TITOLO MOSTRA
ROMA SESSANTA

DURATA
dal 19 marzo al 4 luglio 2010

ORARI
(validi per tutte le sedi)
da martedì a venerdì ore 15.00 19.00 - sabato e domenica ore 10.00 13.00 – 15.00 19.00

BIGLIETTI
Sedi a pagamento:
Alessandria - Palazzo del Monferrato
- Palazzo Cuttica
Novi Ligure - Museo dei Campionissimi

Sedi gratuite:
Casale Monferrato – Palazzo Sannazzaro
Tortona – Palazzo Guidobono
Valenza – Oratorio di San Bartolomeo
Ovada – Loggia di San Sebastiano
Acqui Terme – Villa Ottolenghi

Biglietto (unico per tutte le sedi a pagamento):
7 € intero; 4 € ridotto
Ingresso gratuito in tutte le sedi per i minori di 18 anni

LE SEDI

Maledetti: Angeli, Festa e Schifano
ALESSANDRIA – Palazzo del Monferrato
Via San Lorenzo, 21 - 15100 Alessandria
Tel. +39 0131 317147 - www.palazzodelmonferrato.it

La persistenza del classico. De Chirico e Guttuso
ALESSANDRIA – Palazzo Cuttica
Via Parma, 1 - 15100 Alessandria
Tel. +39 0131 40035 - www.ipalazzi.it/palazzo/p_1527.html

La strada. Omaggio a Mimmo Rotella
CASALE MONFERRATO – Palazzo Sannazzaro
Via Goffredo Mameli 63 - 15033 Casale Monferrato (AL)

Piper Club
NOVI LIGURE – Museo dei Campionissimi
Viale Dei Campionissimi - 15067 Novi Ligure (AL)
Tel. +39 0143 322 634 - www.museodeicampionissimi.it

La Dolce Vita
TORTONA - Palazzo Guidobono
Piazza Aristide Arzano - 15057 Tortona (AL)
Tel. +39 0131 868940

Pino Pascali e il Carosello
VALENZA – Oratorio di San Bartolomeo
Piazza Giovanni Lanza – 15048 Valenza (AL)
– Tel. +39 0131 949287 – www.comune.valenza.al.it

La terra vista dalla luna. Omaggio a Pier Paolo Pasolini.
OVADA – Loggia di San Sebastiano
Via San Sebastiano – 15076 Ovada (AL) - Tel. +39 0143 821043 - www.ovada.net

Cinque scultori
ACQUI TERME – Villa Ottolenghi
Borgo Monterosso - Acqui Terme (AL)
Tel. +39 0144 322177 - www.borgomonterosso.com

IL CATALOGO
La mostra è corredata da catalogo, edito da Silvana Editoriale, con
Testi introduttivi di Luca Beatrice e Marco Bazzini.
Contributi di autori vari, tra cui Giancarlo Bornigia, Martina Cavallarin, David Secchiaroli.
Interviste a Micol Fontana e a Marco Giusti.
Realizzazione grafica a opera di studio BHR+, Torino
Pagine: 312, a colori
Formato: 20,5 x 28 cm (bxh)

UFFICIO STAMPA

Paola C. Manfredi Comunicazione
Corso Italia 8 – 20122 Milano
Tel. +39 02 45485093 Fax +39 02 45485094
press@paolamanfredi.com
Contatti
Paola C. Manfredi Tel. +39 335 54 55 539
Alice Cammisuli Tel. +39 338 61 59 539
alice.cammisuli@paolamanfredi.com
GLI ARTISTI

Franco Angeli (Roma, 1935 – 1988)
Sandro Becchetti (Roma, 1935)
Elisabetta Catalano (vive e lavora a Roma)
Nicola Carrino (Taranto, 1932)
Mario Ceroli (Castel Frentano, 1938)
Claudio Cintoli (Imola, 1935)
Giorgio De Chirico (Volos, 1888 – Roma, 1978)
Federico Fellini (Rimini, 1920 – Roma, 1993)
Giosetta Fioroni (Roma, 1932)
Sandro Franchina (Roma, 1939 – Parigi 1998)
Tano Festa (Roma, 1938 – 1988)
Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987)
Jannis Kounellis (Pireo, 1936)
Sergio Lombardo (Roma, 1939)
Francesco Lo Savio (Roma, 1935 – Marsiglia, 1963)
Eliseo Mattiacci (Cagli, Pesaro-Urbino, 1940)
Gino Marotta (Campobasso, 1935)
Titina Maselli (Roma, 1924 - 2005)
Renato Mambor (Roma, 1936)
Fabio Mauri (Roma, 1926 – 2009)
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922 – Roma, 1975)
Luca Patella (Roma, 1938)
Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968)
Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006)
Mario Schifano (Homs, 1934 – Roma, 1998)
Tazio Secchiaroli (Roma, 1925 - 1998)
Cesare Tacchi (nato a Roma - Italia, 1940)
Giulio Turcato (Mantova, 1912 – Roma, 1995)
Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 – Trevi, 2008)

IL CURATORE

Luca Beatrice

È nato a Torino il 4 aprile 1961, dove vive e lavora.

Critico d’arte contemporanea e curatore, ha realizzato monografie e cataloghi di mostre personali di importanti artisti italiani e internazionali, in particolare delle ultime generazioni. Negli ultimi venticinque anni ha curato numerose rassegne e mostre collettive. Ha collaborato con numerose istituzioni pubbliche e fondazioni private, tra cui Regione Piemonte, MACI - Provincia di Isernia, GAM Bologna, Museion - Bolzano, Galleria Civica -Trento, MART – Rovereto (Tn), Comune di Vigevano, Triennale di Milano, Fondazione Palazzo Bricherasio - Torino.

Curatore della Biennale di Praga (2003-2005), commissario alla sezione Anteprima della XIV Quadriennale (2004). E’ stato presidente della commissione nazionale del concorso Seat Pagine bianche d’autore (2004-2006). E' curatore della programmazione culturale per l'Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia (2005-2009).
Curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2009.

Ha pubblicato volumi e saggi sulla giovane arte italiana, es. Nuova Scena (G. Mondadori, 1995), Nuova Arte Italiana (Castelvecchi, 1998), Dizionario della giovane arte italiana (Politi, 2003), un saggio sul cinema Western all’italiana (Al cuore, Ramon, al cuore, Tarab 1996) e uno sulla giovane letteratura italiana (Stesso sangue, minimumfax 1999), il saggio Era Fiction sui rapporti tra arte e cinema (Fine Arts Unternehmen Books, 2004), la monografia dedicata a Renato Zero, dal titolo Zero, uscita per Baldini Castoldi Dalai nel giugno 2007.

Collabora con Il Giornale, dopo aver scritto per due anni su Libero. Scrive inoltre sul settimanale Torino Sette de La Stampa e Il Domenicale, sulle riviste Arte, Rumore e Hurrà Juventus. Collabora in qualità di opinionista tifoso al canale tematico Juventus Channel.

Meta-assessore alla beatitudine al Comune di Salemi, dove è sindaco Vittorio Sgarbi.

È stato docente per più di dieci anni in Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Brera, Milano; dall’autunno 2009 insegna all’Accademia Albertina di Torino.

giovedì 11 febbraio 2010

Mostra, Il Gatto all'Orologio


Mostra, Il Gatto all'Orologio
Luogo:Associazione Studio L’Orologio Guelfo
vicolo Sforza Cesarini 3
Rome, Italy

Ora:mercoledì 17 febbraio 2010 16.30.00
Mostra di pittura con gli artisti Andreazza, Avelli, Aziz Karim, Barutti, Bonaccorsi, Benelli, Bottoni, Di Bartolomeo, d'Ayala Valva, Capriotti, Minette, Monaldi, Passeri, Santi, Talucci, Tinto, Trojano, Verzulli.
17-27 febbraio 2010 dal giovedì, venerdì e sabato dalle 16,30 alle 19

venerdì 8 gennaio 2010

intro(pro)spettive (vol 2)


intro(pro)spettive (vol. 2)
Roma, dal 19 gennaio al 21 febbraio 2010
Presso DART Caffetteria Chiostro del Bramante, Vicolo della Pace, Roma (Piazza Navona) l'intro(pro)spettiva di Roberto Mercoldi

Roberto Mercoldi è nato a Roma dove vive e lavora. Compie dapprima studi classici per poi studiare Architettura. Si forma artisticamente presso la bottega del maestro Francesco Sgarano. Collabora come assistente presso La Facoltà di Architettura. Attualmente lavora nell'interior design con un gruppo di giovani creativi e cura le realizzazioni grafiche per una rivista scientifica.

tra alienazione e utopia ecologista
di Alessandro Ingafù Del Monaco

L'analisi della città come luogo e dimensione della vita di chi la vive è il nucleo intorno al quale Roberto Mercoldi costruisce la sua ricerca. Nella città si imprime il mutare del tempo sotto forma di storie e di architetture; in essa convivono il passato, il presente e il futuro di chi visse, di chi vive e di chi vivrà. E’ una eredità materiale e collettiva che direttamente o indirettamente chiama tutti i suoi abitanti ad imprimervi un’impronta che verrà tramandata. Questa eredità è in continua trasformazione: ciascuno ne possiede un pezzo, ciascuno la muta e con ciò trasforma il volto di chi la abita. La città conferisce ai suoi cittadini un carattere ereditato dalla sua storia, essa è il “Luogo” per antonomasia dove si svolge la vita. Non è un caso che essa in passato vissuta come “madre”, venga oggi sentita dai “nuovi” abitanti come luogo di pericolo ambientale, sociale, individuale. Tutto ciò sta a denunciare la perpetuazione di una rotta sbagliata. Da questo prende spunto l’Artista: la sua critica si scaglia contro i creatori di mondi che, mossi dall’interesse speculativo figlio di una precisa ideologia, erigono contenitori alienanti senza attinenza con uno spazio abitabile. Roberto vive e lavora a Roma, la sua esperienza si nutre di una bellezza arcadica di un passato oggi monumento, una rammemorazione nostalgica di una vivibilità possibile, accerchiata dalla ectoplasmatica Babilonia dei palazzinari. Ancora sono presenti le suggestioni dell’International Style, del Funzionalismo Razionale e delle grandi speculazioni edilizie cominciate nell’ultimo dopo guerra: sperimentazioni di un “passato presente” che non ha dato risultati in termini di vivibilità. Roberto dipinge astrazioni di palazzi post-moderni, sarcofagi, contenitori di alienazione. Illumina gli oscuri spazi dei quartieri di massa senza via d’uscita né controllo, dove nasce il prodotto di una sottocultura colpevolmente costruita. Le sue città sono ad alta densità popolare eppure vuote, un chiaro riferimento allo spazio psicologico di chi per condizione abita quegli spazi disumani. Quella di Roberto è la città contemporanea come “idea”: racchiude in se stessa la natura di tutte le grandi metropoli. L’Artista vola sopra la metropoli fantasma, e come il Piranesi, racconta la decadenza di una città consumata, che non c’E’ più eppure continua a consumarsi. E’ la scena apocalittica dell’estinzione dell’uomo che attende un nuovo ripopolamento. La solitudine di architetture essenziali, legate all’idea ancestrale di casa-contenitore, denuncia il contrasto del pieno degli spazi e del vuoto dalla vita. Dalle nude finestre sventolano drappi colorati. Queste entità fluide sono messaggere di speranza e rinviano ad un passato classico rammemorante in rovine le grandi meraviglie create: la bellezza come criterio della vita, e ancora simboleggiano il pensiero e la creatività annunciatori della buona novella. La visione apparentemente malinconica racchiude in realtà una forte reazione ottimistica: la città tornerà a popolarsi solo quando la promessa del rispetto ambientale, dove ambiente sta sia per spazio esterno che interno, sarà mantenuta. Essa è ora vuota grazie al potere demiurgico dell’artista che libera dal disumano gli abitanti, lasciando quei non-luoghi al loro destino. Partendo dalla critica dell’esistente Roberto apre la nuova rotta di una utopica “Città del Sole”, dove per Sole si intende il rapporto con una energia ecologica e rinnovabile, una città ecosostenibile. L’Artista è sensibile alla questione ambientale, disegna un’alternativa fatta di speranze e di idee. Recentemente ha affermato in una intervista: <>. Dunque la sua è una scossa positiva che verte all’assoggettamento della tecnologia non più ad ottiche di mercato ma ad una concreta progettazione di uno stile di vita e di uno spazio vivibile. La sua riflessione assume il nome di "intro(pro)spettiva": ciò sta a significare l’indagine interiore dell’orizzonte psichico, espressa attraverso la scienza prospettica. La raffinata conoscenza della geometria fornitagli dagli studi in Architettura, non rende la sua opera un mero esercizio di tecnica. La scientificità della composizione non limita le suggestioni della luce che l’Artista rende entità metafisica: essa con una volontà propria costruisce i volumi e ne indaga l’essenza. La sua ricerca verte sull’uomo inserito nello spazio, eppure questo non si vede mai, dunque si tratta di una ricerca di essenze, di presenze metafisiche. Va notata anche la sperimentazione cromatica che Roberto effettua sulla tela: le sue architetture divengono composizioni di forme e colori che prescindono dalla dialettica per raggiungere una nuova dimensione estetica che probabilmente sta maturando. Sicuramente sono molte le suggestioni che popolano la sua memoria visiva, ma paragonare l’opera di Roberto Mercoldi a quella di qualche precursore, sarebbe un’operazione artificiosa e inadeguata. Questo giovane artista promettente ha imboccato una strada nuova: una ricerca personale lanciata verso il futuro.

La città che non esiste
di Angela Russo
Attraverso le rappresentazioni pittoriche di Roberto Mercoldi si giunge al paradosso che la città, nel suo significato convenzionale, non esiste. Essa, infatti, non è altro che un’invenzione delle prime civiltà, di cui abbiamo notizia certa. Prima di queste, la parola città non era mai stata contemplata. In seguito, le sono stati attribuiti innumerevoli significati, risvolti, interpretazioni. Quando parliamo di città, molto spesso, non sappiamo di cosa stiamo parlando. Vogliamo abitare una città. Ma cosa intendiamo quando chiediamo di abitare una città? Un numero cospicuo di abitanti nell'area considerata, una rete di collegamenti, un particolare stile di vita? Nessuno di questi tre aspetti, da solo, può fare di un luogo una città. Ecco il perché dell’utopia, della ricerca illimitata di ciò che travalica il senso acclarato di luogo vissuto per giungere alla concezione più elevata di spazio vivibile. Nelle traduzioni urbane di Roberto questa riflessione sul futuro più immediato degli spazi vivibili è incentrata sulle possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica di sistemi costruttivi eco-sostenibili, ma prende anche coscienza dello scenario urbano contemporaneo, caratterizzato da una società anti-utopica, indesiderabile sotto molti punti di vista.

Scheda mostra:
titolo mostra: intro(pro)spettive (volume 2)
artista: Roberto Mercoldi
testi critici: Alessandro Ingafu del Monaco; Angela Russo

inaugurazione: martedì 19 gennaio 2010 dalle 18.00 alle 20.00
durata mostra: fino al 21 febbraio 2010
orari: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ingresso libero) - lunedì chiuso

luogo: DART Caffetteria Chiostro del Bramante, Vicolo della Pace, Roma (Piazza Navona)

Info: tel. 06.68809035 - www.robertomercoldi.it | www.chiostrodelbramante.it

martedì 5 gennaio 2010

Ddang 2010 – V edizione INTER_AZIONE


Festival delle arti – dal 16 al 24 Gennaio 2010 Bracciano (Rm) Siete tutti invitati a partecipare alla V Edizione del Ddang che si terrà a Bracciano (Rm) dal 16 al 24 Gennaio 2010. _______________________________________________________________________________________ Il tema della V edizione del Ddang è interazione. Interazione come influenza reciproca tra due universi che coesistono contemporaneamente nella nostra quotidianità: da una parte lo spazio urbano, fisico, rigidamente pianificato e strutturato da leggi e normative; dall'altra lo spazio sociale, regolato dal singolo e dalla collettività, costruito con la spontaneità, le necessità e i sogni del vivere di tutti i giorni. Scopo del Ddang è da sempre l'interazione : sia quella tra l'evento ed il territorio che lo accoglie, amplificata attraverso la fuoriuscita dai luoghi istituzionali che ospitano la mostra, sia l'interazione tra gli artisti ed il pubblico, il quale diventa parte attiva e propositiva durante tutta la durata della manifestazione. Il Ddang non è una semplice mostra, ma un festival che coinvolge diverse forme d'arte. Quest'anno, in particolare, la comunità intera è stata chiamata a partecipare al progetto, dall'amministrazione pubblica alle attività commerciali, dall'università alle diverse associazioni della zona, per aumentare la consapevolezza comune su quanto l'interazione tra lo spazio fisico (città/casa) e lo spazio sociale (collettivo/individuale) possa o meno far nascere risposte alle mutevoli esigenze e ai singoli desideri: l'intento è quello di creare un dialogo che solleciti la capacità di agire direttamente sul mondo che ci circonda, riconfigurandolo e riconvertendolo per adattarlo meglio ai nuovi stili di vita. L'allestimento, che accoglie i lavori dei giovani artisti e le varie iniziative, contribuisce ad ampliare la ricerca del significato di interazione. I luoghi nei quali si svolgerà il festival ,all'interno, nel complesso degli Agostiniani e all'esterno, lungo via XX Settembre, costituiranno infatti una vera e propria piattaforma interattiva, un percorso sensoriale che dagli spazi reali condurrà all'utopistica rappresentazione di nuovi mondi. Per esempio, ognuno potrà modificare, con la propria azione diretta, l'assetto complessivo dell'allestimento, manipolando gli elementi, corrispondendone di nuovi o semplicemente muovendosi tra di essi. Il pubblico sarà cosi parte integrante dei processi d'interazione. Interazione come strumento di crescita individuale/collettiva per creare un nuovo “equilibrio dinamico” tra l'uomo ed il suo spazio vitale quotidiano.